SHADOW ON A WALL-FILI

Al ventisettesimo giorno di lockdown causato dalle misure cautelative per il COVID 19 in Italia,
io ed Eva Grieco apriamo questo blog, per  documentare un lavoro che iniziato per gioco si sta trasformando in una vera e propria collaborazione a distanza fra il suono ed il corpo.
Anche se l'obbligo di restare chiusi nelle proprie case potrebbe sembrare un handicap insormontabile per una collaborazione fra la danza e la musica si è realizzato che questa condizione forzata debba essere trasformata in un punto di forza e necessità artistica.
Entrambi continuiamo a praticare, sperimentare e ragionare come vivere il nostro spazio.
L'arte è una connotazione psicologica prima che comunicativa in fondo.
Questo blog è uno spazio di appunti, un diario di quello che costruiremo a distanza per poter, alla fine di questa clausura forzata esplodere in una performance dal vivo.

Abbiamo cominciato condividendo una progettualità su Maria Lai (senza esserne a conoscenza per altro...). Per cui è stato naturale cominciare con una sorta di dedica.
Eva si trova alle prese con il cielo sopra a Roma e con una dotazione tecnica ridotta all'osso per documentare il suo lavoro. Ma in questo essere low fi, trasforma la sua performance in essenza, necessità e quindi forza. Forse non è un caso che Maria Lai sia la nostra prima dedica.
Il pane, la farina ed il pianto, il tessuto, i telai...Non c'è l'ombra dell'edonismo tecnico nell'opera dell'artista sarda. Ma una visione che si fa missione: arte come chiave universale per dischiudere i segreti più profondi dell'uomo.
Il brano viene da FILI, album che ho pubblicato per Neufenken e uscito anche lui in quarantena.




Un filo per panni teso su un palazzo di Roma come unica scenografia, ed il corpo che respira insieme alla musica.


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